Meglio l’Intelligenza Artificiale o un Coach? Ecco cosa ne penso
Una riflessione personale su uno strumento che facilita la vita, ma non le responsabilità
Tempo di lettura: 3 min
Indice dei contenuti:
1. L’Intelligenza Artificiale può sostituire un Coach?
1.1 Cosa fa un Coach e cosa può fare l'Intelligenza Artificiale in coaching
1.2 La responsabilità personale nel cambiamento: ciò che l’Intelligenza Artificiale non può fare
1.3 Come sperimentare una sessione di coaching utilizzando l’Intelligenza Artificiale
L’Intelligenza Artificiale può sostituire un Coach?
Senza giri di parole, secondo me no. E ti spiego il perché.
L’altro giorno, davanti a un caffè, parlavo con un amico che mi ha portato questo argomento e in particolare quanto stia influenzando il pensiero che possa arrivare a sostituire le persone, in questo caso chi svolge un’attività di coaching.
La mia reazione è stata stranamente calma, perché dopo aver acquisito le competenze necessarie per condurre sessioni professionali come coach, ho realizzato che sono molte sono le caratteristiche che mancano rispetto a quella che può essere una conversazione testuale o in video con l'AI.
Ti racconto in questo articolo gli aspetti che reputo importanti a sostegno di ciò che penso.
Cosa fa un Coach e cosa può fare l'Intelligenza Artificiale in coaching
Siamo nati per essere di aiuto al prossimo, ma anche per creare strumenti che possano facilitarci la vita. Li costruiamo a nostra immagine, lo facciamo da sempre. E anche per l'AI vale lo stesso principio.
L’Intelligenza Artificiale è un argomento molto sentito in questo momento evolutivo. Ma non è una novità recente.
Ricordo ancora che 15 anni fa esisteva già un esame universitario di ingegneria informatica, in cui si programmavano pc da far giocare in rete, per poi decretare automaticamente i punteggi che sarebbero diventati i voti dell'esame. Era molto divertente.
Oggi l'AI è generativa, in quanto, a differenza di algoritmi chiusi al semplice lavoro ripetitivo, è in grado di creare e rispondere sulla base degli addestramenti sviluppati con enormi quantità di dati.
Da una richiesta fornisce il miglior risultato, a volte facendo finta di non aver capito bene e conservando energie (lo hai notato?) e dandoti quella risposta che probabilmente vorresti sentirti dire. La migliore, quella più probabile.
È ciò che ho notato, eseguendo dei test.
Quando l’AI simula una sessione di coaching dà consigli e pone domande preconfezionate ritornando sempre su schemi che rispondono alla sua mappa comportamentale, ma non a quella del coachee (la mia in questo caso).
Fornisce indubbiamente soluzioni rapide e applicabili nel breve periodo, tali da risolvere problemi e procedure più complesse.
Tuttavia un life coach non fornisce soluzioni e non dà consigli.
Il compito di un coach è quello di facilitare un percorso di consapevolezza e di crescita personale. Pone domande mirate per accompagnare il coachee a trovare risposte e trasformarle con responsabilità in azioni concrete.
Ogni professionista ha il proprio approccio e tutte e tutti hanno una certa delicatezza e rispetto nell’accompagnare il coachee.
Nasce tutto dal rapport: una connessione che solo due o più esseri umani possono costruire, perché si basa sul tono, sull’ambiente, sugli sguardi, sull’umore, sulle parole.
E nessuna AI potrà mai simulare e umanizzare tutto questo.
Sono d’accordo quindi nell’utilizzare l’Intelligenza Artificiale per avere un primo supporto in coaching, ma solo per ottenere punti di vista alternativi, rapidi e rassicuranti.
La creazione di un legame umano, che accompagna davvero al cambiamento è una nostra, naturale e innata capacità.
La responsabilità personale nel cambiamento: ciò che l’Intelligenza Artificiale non può fare
Un esempio di cambiamento che il coachee può vivere attraverso un percorso di coaching può essere quello di rapportarsi agli altri con una maggiore disinvoltura, superando giudizi che frenavano l’espressione della sua identità da anni. Oppure la decisione di cambiare lavoro, consapevole degli strumenti fisici, emotivi ed economici per sostenere un passaggio così importante.
Sono solo esempi, ma in entrambi i casi si tratta di una scelta che è stata presa con responsabilità dal coachee dopo un lavoro su di sé.
Il punto in comune è che né un’Intelligenza Artificiale, né un coach possono scegliere al posto del coachee e tantomeno possono motivare un cambiamento che non ha voglia di fare.
La differenza sostanziale sta nel fatto che, rispetto all’AI, il coach ha vissuto e vive attualmente dinamiche personali, relazionali e lavorative molto simili a quelle del coachee, e accetta consapevolmente di accompagnarlo siglando il contratto di coaching.
L'Intelligenza Artificiale non è un problema, ma uno strumento per semplificare i problemi.
Come sperimentare una sessione di coaching utilizzando l’Intelligenza Artificiale
Se hai una tematica che vuoi sperimentare, rompendo il ghiaccio attraverso una sessione di coaching con l’Intelligenza Artificiale, puoi utilizzare questi comandi:
“Agisci come un coach professionista.”
seguito da “Il tema che mi sento di portarti è…”
oppure “Avrei bisogno che mi aiutassi a…”
così che ti possa restituire domande potenti per accompagnarti a riflettere su ciò che stai vivendo.
È un esercizio interessante, utile soprattutto per iniziare a portare all’esterno argomenti che potrai sviluppare in dettaglio e dal vivo.
Ricorda che l’AI non potrà cogliere le tue sfumature personali, il tono con cui racconti le cose, il silenzio tra una parola e l’altra, né offrirti quel senso di presenza che nasce da un dialogo umano autentico.
Per questo, dopo aver fatto qualche prova, ti invito a sperimentare una sessione di prova gratuita con me, prenotandone una da questo link.
Così puoi fare un passo in più, ricevendo un ascolto umano e professionale verso un cambiamento a cui stai già lavorando in autonomia.
Può trattarsi di una relazione, di una dinamica lavorativa, del desiderio di conoscerti meglio o l'esigenza superare un periodo di blocco e affrontare con più fermezza e libertà la strada di vita che stai percorrendo.
Se hai bisogno di ulteriori dettagli per comprendere meglio come funziona o vuoi confrontarti con me sull'argomento puoi scrivermi direttamente dalla pagina contatti o su LinkedIn.
A presto,
Andrea
