Identità personale: tu chi sei veramente?
Come superare un blocco interiore, ritrovando i binari della tua vita
Tempo di lettura: 4 min
Quel momento in cui ti guardi allo specchio e ti chiedi: "Cosa ci faccio qui?"
Hai un lavoro stabile costruito nel tempo, abiti in un luogo comodo e intorno a te ci sono persone di cui ti puoi fidare. Pensi che vada tutto bene, che hai già tutto ciò che volevi.
Ok, ma allora? Cos'è che non torna?
Esci e acquisti qualcosa che ti dà soddisfazione, un regalo che volevi farti da un po', ma forse non è neanche quello. Il letto è in ordine, i colori e gli abbinamenti dei cuscini sono perfetti. Perfino il profumo è quello giusto, quello che preferisci sentire quando rientri a casa.
Sembra però che tutto questo non basti.
Ti dai un'atra occhiata allo specchio, nel riflesso di te eppure, il vuoto.
Cosa ci fa qui se è proprio qui che sognavi di essere?
Ecco allora che la domanda spunta senza preavviso e ti lascia senza una risposta.
La tua identità sa già cosa vuole dirti. Lascia che ti spieghi come ascoltarla dal profondo per superare questo momento di blocco personale.
Cos'è l'identità personale?
Facciamo un passo indietro.
Iniziamo col dire cosa non è l'identità personale.
Non si tratta di un'etichetta, di un numero, del codice scritto sul tuo documento, né dell'elenco di ruoli che ricopri ogni giorno che onori con responsabilità e allo stesso tempo in cui cerchi di incasellarti. Si tratta di qualcosa di molto più sottile e impalpabile come l'aria.
L'identità personale è la percezione profonda di chi sei quando nessuno ti guarda. È ciò che pensi di te negli istanti di silenzio, nel buio della stanza, quando non hai più bisogno di copioni e rimani unicamente con le tue sensazioni: nella testa, nel cuore, nel corpo e nello stomaco.
Hai costruito l'identità nel tempo, un tassello per volta, arricchendoti di esperienze vissute attraverso relazioni, scelte e perfino rinunce.
Per questo ti chiedi come mai, nonostante gli sforzi, c'è sempre qualcosa che non funziona, che non va come vorresti, come l'avevi immaginata per te. Così, la struttura solida della vita che hai costruito fin qui inizia a scricchiolare, come se stessi conducendo un'esistenza che non ti appartiene più, anche se fino a poco tempo fa sembrava perfetta.
La bella notizia è che nulla è perduto.
Per quanto questo periodo possa essere così vuoto e privo di stimoli, dall'interno della tua anima è arrivato un segnale per indicarti che il tuo chi eri si sta allineando al chi sei, suggerendoti che non sei più solo il tuo passato ma sei anche la persona di oggi, che è arrivata a rivedersi in quello specchio con nuove prospettive di vita.
È un passaggio prezioso che può spaventarti, lo so, può fare paura, perché porta con sé sensazioni e pensieri a te ignoti prima d'ora.
Non lo sai ancora, ma è arrivato il momento di conoscerti in un modo più autentico.
Come capire chi sei davvero
Andiamo nel dettaglio della tua identità personale, con dei passi da compiere e domande potenti, utili al contesto su cui ti vuoi concentrare, nell'ordine di un percorso di crescita graduale.
1. Capire chi sei dentro di te
Parti proprio da quel segnale di svolta che ti ha creato internamente dei dubbi.
Ascoltalo, senza giudicarti, cercando di localizzarlo nel punto del tuo corpo in cui lo senti.
Identificarlo ti permette di dargli un nome, di conoscerlo e accoglierlo nella tua casa interiore.
Esercizio pratico:
Siediti, in silenzio, consapevole che le risposte arriveranno, solo per notare cosa accade dentro di te: pensieri, emozioni, tensioni. Chiudi gli occhi se necessario.
Poi scrivi tutto quello che provi, senza aspettarti di organizzarlo in un senso logico.
Potresti incontrare resistenze.
Succede, stai portando all'esterno concetti scomodi alla tua mente, ma sinceri.
Goditi il momento, apprezza il dono che ti stai concedendo e trova lo stesso spazio sicuro anche domani, perché possa trasformarsi in una sana abitudine.
2. Capire chi sei nella vita di tutti i giorni
Tra una chiamata, una commissione o la pausa pranzo: è proprio in quegli istanti che emerge il significato delle tue giornate.
Osserva come ti muovi nel mondo, non solo cosa fai.
Quali azioni ti rappresentano davvero? E quali invece compi solo per dovere, automatismo o compiacimento?
Non hai bisogno di stravolgere la tua routine, ma di comprendere con quali azioni ti senti in linea e quali ti fanno provare un senso di disconnessione, di meccanicità.
Esercizio pratico:
Per un giorno intero, tieni traccia di ciò che fai, associando a ogni azione una sensazione.
Ad esempio:
• scrivo una mail - mi annoio
• leggo un messaggio - mi innervosisco
• riposo un po' - mi sento in pace
A fine giornata rileggi tutto e sottolinea le sensazioni positive che hai provato.
Le rimanenti, che reputi meno in linea, sono uno strumento prezioso da trasformare in altrettanta positività, per trovare in esse un nuovo spazio di presenza.
3. Capire chi sei nel lavoro
Il lavoro occupa una parte importante delle giornate, contribuendo alla formazione dell'identità personale. Prova allora a chiederti: "Questo lavoro mi rappresenta davvero?".
Non solo in ciò che fai, ma come lo fai, come ti senti nel farlo, come ti relazioni con colleghi e colleghe, clienti e fornitori. Ti riconosci nel tuo lavoro? O ti ritrovi spesso a dover indossare una maschera?
Quello che hai scelto (o accettato per avere una sicurezza) può non riflettere la persona che sei diventata nel tempo. E allora iniziano i dubbi, le domande, il senso di fatica anche nei giorni apparentemente normali.
Esercizio pratico:
Dedica qualche minuto, alla fine di una tua giornata lavorativa, per rispondere a queste domande:
• Qual è stato il momento in cui ho sentito appartenermi davvero questo lavoro?
• Qual è stato invece quello in cui l'ho sentito allontanarsi da me?
• Quali parti di me sto portando in questo lavoro? E quali sto lasciando fuori?
Puoi scriverlo in un quaderno, o registrare un audio con le tue riflessioni, parlandoti con sincerità e senza filtri.
Osserva cosa emerge. Non servono rivoluzioni immediate, ma nuovi sguardi per iniziare a riconoscere il tuo lavoro come un luogo di specchio, dove vedere la persona che sei diventata e cosa vuoi portare nel mondo. È già un primo passo per ritrovare la tua direzione.
4. Capire chi sei nei gruppi
Chi diventi quando sei con gli altri?
È una domanda sottile ma potente.
Che si tratti di contesti familiari, relazionali o professionali, è naturale adattarti, cercando equilibrio, armonia e sì, anche approvazione.
Ma ti capita mai di tornare a casa e riflettere su:
- "Non ho detto davvero quello che pensavo"
- "Avrei voluto dire qualcos'altro"
- "Ho esagerato. E adesso sento la stanchezza addosso"
Ti svelo un segreto: la tua identità non è una maschera da buttare via, ma un segnale da osservare.
Esercizio pratico:
Ripensa a una situazione recente in cui eri all’interno di un gruppo.
• In quel contesto, che ruolo hai assunto?
• Quel ruolo ti rappresenta? Ti fa stare bene?
• Cosa avresti voluto fare o dire, ma non è successo?
Rispondi senza giudicarti. Ti stai solo osservando da una nuova prospettiva, più autentica. Riconoscere chi sei quando sei insieme agli altri è un passo fondamentale per portare la tua verità anche nelle relazioni.
5. Capire chi sei nel mondo
Fuori da casa, dal lavoro, dai gruppi, resta il mondo.
E non sei un numero. Non più.
Quel fuori che spesso sembra troppo grande, caotico o distante. Eppure è proprio lì che si riflette il senso più ampio della tua identità personale: nei valori che scegli, in ciò che ti commuove, in come reagisci davanti alle ingiustizie, al cambiamento, alla bellezza.
Capire chi sei nel mondo significa chiederti:
- "Qual è il mio posto?"
- "Cosa mi sta davvero a cuore?"
- "Cosa desidero portare al prossimo?"
Non servono grandi imprese. Il modo in cui ti prendi cura di una pianta, di come saluti un estraneo o quando scegli cosa leggere, racconta già chi sei nella tua presenza silenziosa.
Esercizio pratico:
Scegli un momento tranquillo, in cui puoi osservare ciò che ti circonda (un parco, una via, il balcone, perfino una stanza).
Fermati e scrivi
• Cosa vedo?
• Cosa mi colpisce, nel bene o nel male?
• Che tipo di energia sto portando in questo momento, al mondo attorno a me?
Anche senza fare nulla, stai comunicando qualcosa. E proprio da questo piccolo gesto consapevole, puoi iniziare a ridisegnare il tuo posto nel mondo, più allineato a chi sei davvero.
E alla fine, chi sei davvero?
Come abbiamo visto, esistono più modi per cercare una risposta a questa domanda in grado di restituirti presenza, respiro, verità.
Capire chi sei non è un punto d’arrivo, ma un movimento continuo tra ciò che senti, ciò che vivi e scegli. È un ascolto quotidiano, fatto di piccoli gesti, equilibri, pause sincere e domande scomode che portano a riflessioni.
Senza avere fretta.
Basta che non ti dimentichi di guardarti, ogni tanto, senza filtri, nelle emozioni che ti mettono alla prova, nei silenzi che parlano più delle parole.
E se in questo momento senti che qualcosa non va, che la vita o il lavoro ti stanno stretti, non sei da sola o da solo. Perché è proprio da questo punto che puoi iniziare qualcosa di profondamente tuo.
Raccontami dove ti trovi adesso nel percorso.
Puoi farlo con una mini-sessione di coaching gratuita, o dalla pagina contatti.
Ah già! Mi trovi anche su YouTube. Ecco un video correlato, che parla dell'argomento.
Identità personale
Riprendi a socializzare, dal vivo.
In questo video parlo di come fare il primo passo per proporti con la tua identità verso gli altri, nella vita come sul lavoro, in compagnia delle nuove consapevolezze acquisite.
Torna a trovarmi quando vuoi.
A presto!
Andre
