Future Faking sul lavoro: 3 segnali che ti bloccano

Come accorgerti di dinamiche aziendali poco sane e di false promesse che alimentano un continuo turnover

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autore: Andrea Griffo

Decisioni

pubblicato il 28/02/2026

aggiornato il 28/02/2026

Un utopico primo colloquio

Iniziamo a dargli un nome, a quel qualcosa che non va, che stai vivendo in ufficio.
Avevi iniziato questo percorso lavorativo con tutte le buone intenzioni, anche con quella voglia di rimetterti in gioco dopo una gavetta durata troppo.

Durante il colloquio ti era stata presentata l’azienda in un modo molto appassionato, con la possibilità di dare anche il tuo contributo alla crescita della realtà.
Ma quella realtà, con il passare del tempo, forse anche dopo poco tempo, non si è evoluta per come te l’avevano infiocchettata.

Forse hai già giustificato troppe dinamiche che non ti sono andate giù, lasciandole al passato come casi isolati.
Ecco, fra queste c’entrano anche quelle false promesse, che non sono state mantenute, che rientrano nel concetto di Future Faking.

È un concetto che ho delicatamente preso dal gergo delle relazioni che non funzionano, che mostrano il miraggio di un futuro che non si realizzerà mai.

Vediamo come puoi accorgerete, da questi tre segnali.

1. Promozioni rimandate

Il primo segnale è il continuo rimandare la tua promozione, non perché te la devono o perché la pretendi, ma perché si tratta di una naturale evoluzione del tuo percorso di carriera che hai intrapreso.

Che, per carità, se è qualcosa che non hai mai espresso, diventa più difficile che siano le figure responsabili a leggere nella tua mente.

Diverso però è se hai già condiviso più volte di voler compiere un passo in più, a beneficio tuo e dell’azienda, soprattutto durante gli spazi dedicati al dialogo, al confronto e in presenza di opportunità reali. E purtroppo questo non è mai stato accolto oppure è stato falsamente accolto, senza che le parole si trasformassero davvero in azioni.

Tutto questo per caso ti suona familiare?
Se sì, ti trovi in presenza di una procrastinazione e questa volta non parte da te, visto che conosci già il significato di questo termine.

In queste situazioni, compiere un passo in più e farlo presente è lo strumento più sano e diplomatico di cui disponi per capire cosa sta succedendo e come mai quella promozione che ti era stata promessa è stata invece messa da parte.
Perché astenendoti dal dialogo, il rischio è quello di rimanere in ragionamenti che sono solo tuoi, secondo la tua sola percezione della realtà.

Astenendoti dal dialogo, il rischio è quello di rimanere in ragionamenti che sono solo tuoi

2. Aumenti bloccati

Questo secondo segnale, si riferisce a una modifica contrattuale che arriva da un momento all’altro e decisa dall’alto senza preavviso.

Anche se durante il colloquio ti era stato indicato un trattamento diverso, che però è durato troppo poco.

E sai qual è la cosa che infastidisce?
Che avevi già fatto i tuoi conti, iniziando a fare programmi, per poi ritrovarti con in mano una mail che dice “Aumenti bloccati per tutti”, dove non sempre quel “tutti” corrisponde a tutti quanti.

In questi casi non puoi fare molto, perché non dipende da te, se non aspettare tempi migliori, che possono essere ad esempio dei cambi al vertice oppure sei tu che te ne vai.

3. Nuove assunzioni

Il terzo segnale riguarda le nuove assunzioni, con colleghi e colleghe che vanno a ricoprire attività che ti erano state promesse da tempo, invece di affidarle a te.

Così, senza saperlo, senza parlartene.

Sperando ovviamente che tu non abbia nulla in contrario con chi è appena arrivato perché, ecco, quello sarebbe poco sano.

È solo che ci speravi, anche per rimetterti in gioco in attività che adesso ti annoiano.
Non per un capriccio, ma perché dalle tue attività attuali hai già dato e ricevuto tutto ciò che potevi dare e ricevere.

E poi perché hai già pazientato abbastanza.

Facciamo un recap

Abbiamo visto 3 segnali che puoi individuare in una dinamica aziendale, quando senti che qualcosa non va, che non risponde a quello che ti avevano promesso.

Cercando sul web ho trovato testimonianze di persone che, davanti a promesse mancati, hanno dato le dimissioni anche il giorno successivo a quello di assunzione.
Chi dopo qualche mese (tipo me), chi dopo anni (tipo me).

L’importante è non farti prendere dalle emozioni, ma fare le tue valutazioni, in modo ponderato, prima di prendere una decisione.

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Vedi, sto affrontando queste tematiche in un modo delicato, perché so come puoi sentirti e preferisco accompagnarti con calma verso ragionamenti complessi e altrettante decisioni importanti.

Visto che in questo articolo siamo in tema di inglesismi, ti lascio altre tre parole:

Take your time

Prenditi il tuo tempo, che è solo tuo, e di nessun altro.
Io ti ringrazio per aver dedicato questi minuti alla lettura. Puoi scrivermi anche dalla pagina contatti.
Oppure, se preferisci il formato video, scorri un altro po'. Trovi il link che ti porta su YouTube.

In un mondo che cambia così velocemente, molte aziende attraversano forti periodi di turnover, senza saperne davvero il perché. In questo video puoi comprendere quali dinamiche lo innescano e cosa puoi fare per te.

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