Come smettere di voler risolvere tutto e subito

Dì stop all'ansia da controllo sviluppando una pazienza strategica, nella vita e sul lavoro

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autore: Andrea Griffo

Coaching

pubblicato il 13/11/2025

aggiornato il 13/11/2025

Hai presente quella sensazione che ti capita quando stai affrontando qualcosa di nuovo?
Per quanto tu abbia già una forte attitudine al problem solving, trovando soluzioni talmente creative da lasciare a bocca aperta anche gli altri, c'è sempre quella fase iniziale in cui sembra che il mondo ti stia crollando addosso.

"E adesso come faccio?"

Il primo pensiero che ti salta in testa è quello di risolvere immediatamente questo disequilibrio, per cercare di portare nuovamente il controllo sulle cose.

Certo, se si tratta di casi straordinari è umano, spaventa. Ma se questa reazione ti succede almeno il 90% delle volte, anche con le piccole cose, come ad esempio una nuova attività da svolgere a lavoro, allora ti do il benvenuto o la benvenuta nel club degli ansiosi.

Ci tengo a parlartene proprio adesso, perché è l'argomento che sto affrontando fra me e me, da qualche mese.
E l'essere coach mi sta tornando particolarmente utile, sia nell’approccio analitico che ci caratterizza, per dare una spiegazione a dinamiche comportamentali ed emozioni, ma anche in quello generativo, per intercettare gli eventi e agire in un modo più utile senza ricadere sempre nelle stesse difficoltà.
E funziona, perché può essere applicato a molte altre situazioni che ci capitano e che apparentemente fra di loro non sembrano collegate.

In questo articolo ho raccolto strategie che puoi applicare anche tu in diversi ambiti, tutte le volte che si accende in testa quella spia di allerta che ti indica di voler risolvere, a tutti i costi e immediatamente, la problematica che ti si è appena presentata.

Ma prima di vederli in dettaglio, allenta un attimo la presa.
Concediti un minuto di respiro profondo per esplorare l'origine di tutto questo.

Perché vogliamo tutto e subito?

Prova a pensarci, nelle prime frasi ti ho già introdotto una parola chiave: controllo.
Questo termine porta con sé un immensità di significati, che si legano alla paura interiore di non essere abbastanza, di non essere all'altezza delle aspettative, proprie e degli altri.

Si può voler controllare gli eventi, se stessi, l'ambiente e le persone intorno.
In questo modo si vuole gestire anche l’arrivo di molteplici imprevisti, ipotizzandoli e anticipandoli.
L’altra faccia della medaglia però è che quando il controllo sfugge di mano, si ingigantiscono e si gestiscono problematiche che non è detto che si verificheranno mai.

Se da adolescenti avevamo anche solo un accenno di queste dinamiche, come avere i voti più alti fra compagni e compagne di classe o raggiungere lo status di avere una relazione, poi in età adulta si è trasformato in qualcosa di più complesso: avere una bella auto, un lavoro sicuro con uno stipendio agiato rispetto alla media, una casa, sposarsi e avere dei figli.
Quasi tutte mete che abbiamo avuto la necessità di raggiungere nel più breve tempo possibile, per stare al passo con gli altri, con le aspettative e sterne e non risultare di meno.
Con la conseguente aggravante di aprire gli occhi un giorno e scoprire di trovarsi in luoghi e situazioni che non ci appartengono davvero.

E quando pensavamo di aver raggiunto questi obiettivi con fatica, ecco che si sono fatti avanti i media, con ideali di vita legati al successo, all’ostentazione della ricchezza e al benessere.
Per poi scoprire che dietro a tutto questo ci sono tanti disagi che non vengono mostrati e che, in fondo, fanno parte della vita di noi esseri umani.
La FOMO (Fear Of Missing Out) è solo una parte di tutto questo.

Ansia!
Insieme alla stanchezza di dipendere da gratificazioni istantanee e immediatamente passeggere (like, visualizzazioni, riconoscimenti), senza impegnarci davvero per coltivare qualcosa che desideriamo unicamente per noi.
E gli algoritmi dei social, così come molti canali e profili che reputo decisamente tossici, giocano molto su queste sensazioni, per alimentare una maggiore permanenza sulle piattaforme.

Ti restituisco allora un altro termine: fiducia.
Cosa faresti se avessi fiducia in te?

Lego strettamente questo termine al concetto iniziale, perché avere fiducia significa sapere di potersi mettere in gioco con le proprie potenzialità e la propria missione, abbandonando così un eccessivo controllo fino alla costruzione e al mantenimento di un proprio equilibrio.
Già, perché bisogna prendersi cura del proprio equilibrio, nonché della propria persona.

Volere tutto e subito si traduce quindi in una continua ricerca di ricompense ottenute con il minimo sforzo, per poi provare frustrazione dopo qualche minuto e andare alla ricerca di un’altra ricompensa ancora.
Ciò lascia cadere in loop di inattività, di mancanza di autonomia e prospettive, facendo sentire solo dei numeri che continuano a ripetere sempre gli stessi movimenti, come parte di una macchina.
E come hai avuto modo di leggere, accade sia nella vita di tutti i giorni che sul lavoro.

Come puoi uscirne allora?
Affrontando i diversi ambiti in cui queste sensazioni possono presentarsi e compiere piccole azioni per prendere l’uscita di emergenza, verso un’identità libera.

Luoghi e contesti che provocano ansia

Come avrai intuito, non hai bisogno di andare lontano per intercettare un ambiente o un’azione, nel mondo fisico o digitale, che possono provocarti ansia.
Vediamo nel dettaglio come puoi accorgertene.

Cibo: l’uso di alimenti e bevande che rilasciano una soddisfazione immediata, ma che in realtà non fanno bene all'organismo.

Social: il continuo inseguire aggiornamenti, storie e post per stare dietro a profili e contenuti che non restituiscono un reale valore aggiunto alla tua vita.

Lavoro: il fare costantemente più di quanto si è retribuiti, per competere agli occhi di figure responsabili, con l’obiettivo di ottenere riconoscimenti continui e nella speranza di ricevere promozioni.

Relazioni: l’essere in costante disponibilità verso l’altra persona, attendendo la prossima richiesta di supporto senza coltivare una sana e umana reciprocità.

Organizzazione: il compiere attività per mantenere sempre la mente impegnata, traendo soddisfazione immediata da azioni frivole.

Intelligenza Artificiale: il rinchiudersi ripetutamente in conversazioni con un’entità astratta, preferendo sempre meno sani (e anche scomodi) confronti con persone di fiducia e professionisti.

Pensa quanto queste azioni, ripetute nel tempo, consumano energie.
L’ansia scaturisce proprio dal non sentirti abbastanza per non riuscire a stare dietro a tutto questo.

Come smettere di provare ansia

Partiamo dal fatto che se stai provando ansia non è sempre un aspetto negativo.
C’è anche un lato buono ed è legato a quando senti un certo formicolio bloccarti davanti a un’azione che, sai già che compiendola, ti farà stare meglio.

È quando ad esempio stai per uscire e incontrare una o più persone a cui tieni tanto, perché sai che ti regaleranno piacevoli sensazioni.
Oppure quando sei a lavoro e stai per svolgere un task più complicato, ma che sarà utile per qualcun altro che ne riconoscerà il valore.

Quando invece vivi una situazione che ti fa stare bene solo istantaneamente, svanendo dopo qualche momento per riportarti nel baratro del malessere, puoi sfruttare una o più strategie a tuo favore.

Porta con te una missione di vita

Quando sei nel tuo, sai cosa fare, con chi stare. Tutto il resto non ha importanza.
Avere una missione significa proprio questo, coltivare un benessere personale, che porta valore anche agli altri. E quando incontri qualcosa o qualcuno che non rispetta questa tua dimensione, allora non ci rientrerà a priori.

Ma cosa significa avere una missione nella vita?
È portare con te una motivazione che, nonostante le difficoltà che si presentano, continua a spronarti e a darti forza per alzarti dal letto ogni giorno. Perché sai che stai condividendo qualcosa di nuovo e fresco nel mondo, a beneficio tuo e del prossimo.

La mia missione ad esempio è non far sentire gli altri solo un numero, come mi sentivo io qualche anno fa.

Per trovarla, prova a chiederti:
Cosa mi spinge ogni giorno ad essere una persona migliore?
Come posso dare il mio contributo al prossimo?

Non è necessario fare qualcosa di grande ed eclatante, basta anche un piccolo gesto da portare all’esterno.

E per lasciare andare ciò che non ti appartiene davvero, in linea con queste riflessioni, chiediti:
Quanto è importante ai fini della mia missione?

Puoi anche non avere subito le risposte.
Per questo puoi creare delle varianti delle domande che hai appena letto, purché siano domande aperte, ovvero che non implichino una risposta sì o no.

Usa carta e penna se necessario, poi ritorna qui a leggere le prossime strategie.

Coltiva la pazienza

Non a caso ho utilizzato il verbo coltivare, perché la tipica espressione “abbi pazienza” è qualcosa che abbiamo sentito troppe volte dirci e che, dal punto di vista comunicativo è poco… motivante.

La pazienza è qualcosa che richiede cura e attenzioni, proprio come una pianta, proprio come te.
Ci sono periodi che fra noi e la pazienza c’è un oceano, altri invece in cui sentiamo quella calma e tranquillità di poter ascoltare, accogliere e attendere gli eventi.

Nell’ottica di costruire un equilibrio, puoi sfruttare un piccolo ricordo.
Chiediti: Qual è stata l’ultima volta che ho avuto pazienza?
Chiudi gli occhi e concentrati su quel momento.

Cos’hai provato?

Focalizzati su quelle sensazioni, memorizzale nella mente, nel cuore, nello stomaco.
Utilizzale quindi come riferimento, perché tu possa ricordarti di quelle sensazioni e portarle con te tutte le volte che ne hai bisogno.

E ogni volta che senti il respiro accelerarsi, chiudi di nuovo gli occhi, alza la testa e permetti ai tuoi polmoni di ricevere aria nuova, pulita.

Inspira, espira, ripeti per altre due volte.

Fortifica la fiducia

Detta così può sembrare nebulosa, ma se pensi a chi sei ora e dove sei ora probabilmente ne conosci già l’importanza.
Si tratta di una conoscenza approfondita delle tue potenzialità, tale da permetterti di sapere in quali situazioni usare gli strumenti che hai già a disposizione.

• Quella volta che hai dato una risposta immediata, concisa ed efficace, senza pensarci
• Tutte le volte che trovi forza, motivazione e soluzioni per le persone a cui tieni
• Il momento storico della tua vita in cui hai toccato il fondo, ma hai trovato comunque il modo di rialzarti

Sono tutti esempi di eventi in cui hai avuto fiducia in te, forte anche delle situazioni che ti hanno permesso di accedere a qualità interiori che pensavi di non avere.
Puoi allenare tutto questo, attraverso piccole azioni da ripetere ogni giorno, anche mettendoti in gioco in situazioni potenzialmente scomode.

Puoi anche cercare nuovi strumenti, alimentando quelli che hai già.
Oppure convertire abitudini che non preferisci in altre più vantaggiose e salutari.

E poi, ultima cosa, ma non per importanza: ricordati di registrare i tuoi progressi.
Premiati e scrivi di quelle giornate che al solo pensiero ti fanno sorridere, per le quali senti una profonda gratitudine.

Cerca la soddisfazione nelle piccole cose

Pensa a quanto un bigliettino, lasciato sulla scrivania e in cui ti dici qualcosa di bello, possa darti la carica per vivere una nuova giornata.
Oppure un gesto di affetto da parte di una persona che tiene a te, come un abbraccio o un sorriso.

Basta davvero poco.
Ed è tutto così naturale, non ricercato né atteso, ma semplicemente accolto con presenza.

Può essere ad esempio un promemoria da inviarti come notifica, con un messaggio motivazionale, in quel momento della settimana in cui pensi di avere un calo di energie.

Anche uscire e fermarti in un bar per un caffè.
È un momento tutto tuo, che ti concedi per cambiare luogo e incontrare visi nuovi, diversi dai contesti che frequenti abitualmente.

Prova a chiederti:
Cosa farei ora se non provassi ansia?
Scrivi la risposta su un fazzoletto di carta o se ce l’hai, sul tuo diario personale.

Quando sei nel tuo, sai cosa fare, con chi stare.

Foto di Andrea. È mostrato di spalle che guarda il panorama verso l'orizzonte sul mare. Indossa una giacca nera di pelle, come abbigliamento da motociclista.

Divide et impera: risolvi così le difficoltà della vita

Ho sentito per la prima volta questo concetto all’Università, al corso di Algoritmi e Strutture Dati della facoltà di Ingegneria Informatica.
Si tratta di scomporre un problema in sotto-problemi più piccoli, più semplici da affrontare, ottenendo automaticamente la risoluzione del problema più grande.

Ti faccio un esempio.
Devi svolgere un’attività impegnativa a lavoro, che non hai mai affrontato prima, ma il solo pensiero ti spaventa.
Piuttosto che pensare a come arrivare subito alla soluzione, suddividi l’attività in passi più semplici, così che tu possa riconoscerli e organizzarti.
Potrebbe essere necessaria una fase iniziale di studio, di approccio a un nuovo metodo, imparando a muoverti nell’ambiente sulla piattaforma e acquisendo le funzionalità base.

Funziona anche se devi scrivere una mail importante.
Una mail diventa un oggetto, che si sviluppa in un argomento, che si distribuisce in paragrafi, in intenzioni e in parole chiave.
Scrivi allora quelle parole per costruire tutto il resto.
Poi inserisci il destinatario, prendi un respiro, rileggi e invia!

Coaching per superare l’ansia e ritrovare la calma

A questo punto, avrai notato che tutto l’articolo è, in fondo, un piccolo inno alla pazienza.
Un invito a lasciare che le cose prendano la loro forma, senza forzarle.

E questo è anche il cuore del lavoro che porto avanti come coach.

Le tecniche che hai appena letto, dal ritrovare fiducia nel tempo, al dividere i problemi in passi concreti, fino al riscoprire la calma nelle piccole cose, sono parte integrante dei miei percorsi di coaching dedicati a chi vive l’ansia del tutto e subito.

Spesso ascolto frasi che si legano al desiderio di cambiamento, di agire in modo tempestivo per non sentirsi in ritardo rispetto agli altri.
Per questo il coaching diventa un ponte, perché ti aiuta a trasformare:
• la velocità in costanza e sicurezza
• l’ansia in movimenti integri e pacati
• il bisogno di controllo in fiducia.

Insieme possiamo lavorare su tutto questo, costruendo obiettivi realistici e sostenibili, in favore del piacere di vivere in leggerezza e in tranquillità il tuo percorso di vita e lavorativo.

Se senti un freno davanti a difficoltà, sono qui per questo.
Puoi prenotare una sessione gratuita di coaching con me e raccontarmi cosa stai affrontando.
È uno spazio di ascolto e confronto, dove poter coltivare la tua calma, un respiro dopo l’altro, in compagnia.

Ti ringrazio intanto per la lettura e a presto,
Andrea

Se frequenti YouTube ho trasformato questo articolo in un video.
Lo trovi proprio qui.

Coaching

Come smettere di voler risolvere tutto e subito

Ogni volta è sempre la stessa storia! Si presenta un problema da risolvere, imprevisto, e vai nel panico. E Che ansia! Questo video nasce proprio da questo stato d'animo, per aiutarti ritrovare la calma, l'integrità e la fiducia per credere nelle tue capacità e affrontare gli alti e bassi della vita.

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