Come fidarsi degli altri rimanendo se stessi, nella vita e nel lavoro
Costruisci un sano equilibrio per aprirti a relazioni autentiche
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Possiamo dirlo: stai finalmente vivendo un periodo soddisfacente.
Ne hai superate tante e il grande lavoro di crescita personale che hai fatto su di te sta dando i suoi frutti. Il lavoro va bene, le relazioni anche ed è arrivato il momento di portare all'esterno la tua nuova identità, con quello che hai imparato in questo lungo periodo di introspezione.
Sembra tutto pronto per un ritorno in grande stile: hai acquisito forza, motivazione e una missione tale da permetterti di alzarti al mattino anche se vorresti dormire ancora un altro poco.
Ma allora cos'è questo viso imbronciato allo specchio? Perché ancora qualcosa non quadra, mette ansia. È come se la fiducia che riponi all'esterno è poca, nonostante sia proprio quello il motivo che ti ha spinto a diventare chi sei oggi.
Esatto, la fiducia. Una parola così semplice, che nasconde la chiave della riapertura verso l'esterno.
Fiducia e autenticità: due pilastri della crescita personale
Aumentiamo la complessità dei concetti, ma non più di tanto, prendendoli separatamente e creando fra loro un collegamento guidato dall'equilibrio.
Cos'è la fiducia: definizione e significato nelle relazioni
Esplorandola da diversi punti di vista, ciò che le ricerche restituiscono è un atteggiamento positivo nell'esito di un evento, nelle azioni e comportamenti di un'altra persona. E aggiungo, anche in se stessi.
La percepisco come l'accenno di un sorriso, che vuole e sa di poter diventare qualcosa di più, di potersi spalancare con piacevole stupore per dire ancora una volta: "Le mie sensazioni erano corrette".
Fidarsi di sé significa conoscere i propri comportamenti e risorse che si innescano e intervengono davanti a stimoli interni ed esterni, così da sapere come, quando e in quale misura agire davanti alle dinamiche quotidiane. Ne derivano quindi un'identità solida e un'altrettanta base di sicurezza personale per poi interagire anche con l'esterno.
Focalizzandola al di fuori del proprio io e collocandola nel mondo, la fiducia rappresenta quell'atto di compiere eticamente un passo verso un'altra persona, consapevoli che nonostante possibili attriti si ha sempre la facoltà di trovare dei punti di incontro attraverso la mediazione e la reciprocità.
Essere se stessi: autenticità come forza interiore
A proposito di attriti, pur di non crearli con le persone, potresti aver tenuto per te pensieri e parole.
Ci sta, se pensi che avrebbero potuto ferire, ma replicarne l'approccio anche per piccole cose mette in ombra poco per volta la tua identità e restituisce al mondo un'immagine di te meno autentica e più asettica.
Dove si trova allora la tua forza interiore, quella vera?
Risiede nella fermezza di ciò che pensi, nel tuo esprimere parole ed emozioni, sia positive che negative e nella coerenza di come agisci rispetto ad esse, sotto la guida dei tuoi valori e bisogni.
Sembra un paradosso, ma in molte occasioni una risposta del tipo: "Non sono d'accordo" può fortificare la complicità di un rapporto e farti tornare a casa con un sorriso che sa di sicurezza, come se volesse dire: "L'ho fatto davvero!".
L'importanza dell'equilibrio, tra apertura e protezione del sé
Qual è l'altra (e altrettanto paradossale) faccia della medaglia?
Che se dici e fai sempre tutto quello che pensi verso tutto e tutti, stai spostando unicamente l'attenzione su di te, senza curarti dei sentimenti altrui.
Ecco allora che arriva la parola equilibrio.
Quello che vedi è un esercizio che ho creato per ricordarmi chi sono e quali sono i pilastri che tengono salda la mia identità. Puoi farlo anche tu, scegliendo quali sono le parole più importanti per te e condividermi via mail l'immagine del tuo equilibrio personale.
Ogni volta che fai un passo verso l'esterno, come il vivere un evento, un luogo o comunicare con qualcuno, stai portando al mondo i tuoi pensieri con azioni concrete. Puoi così portare del buono, condividere le tue esperienze e capacità, migliorare la tua vita e quella del prossimo.
Quello che può succedere è che, nonostante le tue buone intenzioni, dall'altra parte non c'è sempre una persona disponibile all'apertura e alla condivisione, se non addirittura sotto mentite spoglie.
Ciò che puoi fare è aprirti poco per volta, praticando l'ascolto attivo e portando i tuoi punti di vista nella conversazione, con termini più o meno elaborati in base al contesto e alla persona. Si tratta di un approccio naturale, rispettoso e vigile, perché protegge entrambe le parti ampliando o riducendo i confini personali sulla base dell'interesse e della disponibilità al dialogo.
È come se avessi sempre la consapevolezza del tuo posto sicuro, in cui proteggerti ed esprimere chi sei.
Perché è difficile fidarsi degli altri? Le radici della fiducia
Parlare di fiducia in un articolo a chi, me compreso, ne ha passate tante, non è semplice.
Per questo, in modo leggero, ne sto affrontando diversi aspetti: perché anche tu possa tornare a vivere il mondo con questa versione di te che hai faticato tanto a costruire.
Facciamo un passo indietro, analizzando insieme i contesti in cui quella fiducia è venuta meno. Ci aiuterà a rileggerli da una prospettiva più lucida, più forte.
Diffidenza da esperienze passate e condizionamenti emotivi
Sono molte le vicissitudini che portiamo con noi per le quali, nel corso degli anni, abbiamo costruito una corazza protettiva, talmente resistente da far rimbalzare via ogni episodio assimilabile a quello già vissuto.
Fidarsi degli altri è diventato un processo molto lungo, dove se facciamo un passo avanti in una relazione (di qualsiasi tipo) rischiamo di farne altri tre indietro.
Eh sì, forse ho portato alla luce qualche ricordo...
Ma le persone e i contesti che incontriamo oggi non sono gli stessi che abbiamo già vissuto, anche perché adesso abbiamo tutti gli strumenti per intercettare qualcosa che non ci va e lasciare andare.
Quello che ho imparato e che ti condivido è che fra gli strumenti acquisiti dal lavoro su di te hai a disposizione anche quelli di difesa, che ti permettono di aprirti senza la necessità di ipotizzare e controllare tutto a priori. Ogni passo che fai verso il prossimo, è un atto di coraggio che ti stai regalando, che alleggerisce e scardina lentamente schemi di protezione ferrei che hai strutturato nel tempo.
È un approccio che puoi sperimentare nel quotidiano delle relazioni a te vicine, come nel lavoro.
Fidarsi nel mondo del lavoro: tra competizione e collaborazione
Anche i luoghi e i rapporti di lavoro hanno un ruolo fondamentale nelle dinamiche della fiducia.
Personalmente ancora oggi ci sono dei momenti in cui sento riecheggiare gli strilli e i pugni sul tavolo del capo nell'ufficio accanto (a proposito di portare alla luce ricordi). Puntualmente arriva quando sono stanco e mi sto sforzando, pur sapendo che un lavoro posso continuarlo anche domani.
Anche in questo si parla di equilibrio per coltivare la fiducia nel contesto lavorativo, sempre ripartendo da te e nei confronti dell'esterno.
Ti propongo due concetti che possono stare agli antipodi, ma che se ben conosciuti e gestiti ti restituiscono pace e tranquillità: spirito competitivo e spirito creativo.
Lo spirito competitivo, inteso nel senso più estremo del termine, è puramente orientato all'interesse personale, a prevalere sugli altri e in maniera scorretta attrarli per minare autostima e identità. Porta con sé anche un elevato controllo su chi fa cosa, scaricando energie vitali e incrementando menzogne che cadono come un castello di carte.
Lo spirito creativo, se estremizzato, porta a una costante generazione di percorsi alternativi per risolvere problemi, che continuano a enfatizzarsi attraverso ipotesi che a loro volta nascono durante il processo di ragionamento. A lungo andare scarica fisicamente e mentalmente, impedendo azioni concrete per applicare tutto il lavoro svolto.
Dove si trova allora l'equilibrio fra essere competitivi ed essere creativi?
Nella flessibilità di costruire una sana collaborazione, basata sull'ascolto, sul rispetto reciproco e sulla condivisione di uno stesso obiettivo. Chi ha una conoscenza più approfondita di un argomento supporta e facilita il lavoro dell'altro. I possibili attriti diventano confronti, in cui la competizione alimenta la determinazione e la creatività alimenta la risoluzione dei problemi.
La chiave dell'equilibrio sta nel dire apertamente ciò che pensi, come ti senti.
Non preoccuparti di possibili (catastrofiche) conseguenze. La tua etica è parte della tua identità ed è sempre pronta a guidarti e, se necessario, fermarti prima ancora che tu possa agire.
Diventare più fiduciosi senza perdere la propria identità
Aprirti al prossimo ritrovando la fiducia implica fare dei passi al di fuori dalla tua zona sicura, con l'obiettivo di crearne una nuova, più ampia e solida, circondandoti di persone che restituiscono valore al tuo tempo. Dalle esperienze passate hai imparato a mantenere una certa distanza da ciò che potrebbe intaccare i tuoi valori. Vediamo allora insieme come poterti fidare gradualmente, senza lasciarti plasmare e mantenendo l'identità costruita.
Infatti è proprio di valori che parliamo in questa sezione, di come possiamo individuarli e come ci aiutano a coltivare relazioni basate su una comunicazione leggera e autentica.
Conoscere i propri valori personali
Chiunque porta con sé dei valori che guidano il proprio percorso di vita e lavoro. Conoscerli e coltivarli permette di costruire e intraprendere la strada della propria realizzazione, perché sono capaci sia di integrare relazioni, luoghi, contesti, esperienze, e di escludere ciò che non corrisponde.
Ti svelo un'altra cosa: le emozioni nascono dai valori.
Ad esempio, quando arriva un'emozione a cui non riesci a dare un nome, prova a chiederti:
• "Se questa emozione potesse parlare, cosa mi direbbe?"
• "Cosa rappresenta questa emozione per me?"
• "Come mai è così importante?"
La risposta ti restituirà parole chiave (o in suoi sinonimi) che trovi nei 6 Valori Universali di Martin Seligman:
1. Saggezza
2. Coraggio
3. Umanità
4. Giustizia
5. Temperanza
6. Trascendenza
Questi valori, anche più di uno insieme, muovono le scelte che ti permettono di camminare sul tuo percorso. E quando qualcosa non va, non ti corrisponde, significa che uno di questi valori è stato intaccato. Puoi approfondirli in questo articolo.
Stabilire confini sani nelle relazioni interpersonali
Prenderci cura della nostra identità significa anche proteggerci da dinamiche che non ci appartengono e che col tempo abbiamo imparato ad evitare. Non possiamo conoscere a priori chi abbiamo davanti, ma se sentiamo che l'altra persona (nel privato o nel lavoro) può portare qualcosa in più alla nostra vita (e noi possiamo fare altrettanto) allora vale la pena esplorare e, perché no, anche smentire quella parte razionale che tende a filtrare anche un piccolo accenno negativo.
C'è una vasta letteratura sul web in merito alle relazioni interpersonali (ecco un riferimento) e, a sostegno e complemento, in questo articolo ti propongo un esercizio pratico.
1. Prendi un foglio bianco e disegna un piccolo tondino con due linee, una per ogni lato
2. Circonda questo tondino con una circonferenza
3. Circonda adesso la precedente circonferenza con un'altra più grande
4. Continua finché non ne avrai cinque, tutte fra di loro concentriche.
Sai cosa hai appena disegnato? Te, semplicemente.
Al centro del disegno ti trovi tu, con una vista dall'alto e tutto intorno dei livelli di fiducia (o confini personali). Sui cinque cerchi puoi disegnare altre persone per ricordarti quanto ti fidi di loro e come puoi prenderti cura della relazione che hai con loro. Poi torna dopo qualche mese e traccia una freccia verso una circonferenza più interna per tutte e tutti coloro che hai scelto di accogliere.
Comunicazione autentica: dire la verità restando gentili
È assolutamente lecito che alcune persone ti siano più vicine e che con alcune desideri mantenere delle sane distanze. Hai imparato dalle esperienze che ciò è possibile comunicando in modo assertivo, con fermezza e rispetto dell'identità altrui (approfondisci qui).
Significa saper dire di no quando qualcosa non ti va, così come dire apertamente cosa pensi e quali sono le tue sensazioni in quel momento, preparandoti ad affrontare anche eventuali delusioni e giudizi. Sperimentare ad esempio un chiaro "non sono d'accordo" ti permette di portare il tuo punto di vista autentico in una conversazione e mediare verso idee e soluzioni condivise, proprio secondo quell'equilibrio fra creatività e razionalità di cui abbiamo parlato prima.
La mediazione ha un valore immenso, nella sfera personale tanto quanto in quella lavorativa. Crea legami veri, una maggiore comprensione di sé e degli altri e occasioni di incontro, online e dal vivo.
Fiducia e networking: strategie per la tua produttività
Conoscere persone in ambito lavorativo può radicalmente trasformare le tue giornate.
Che tu svolga un lavoro da casa o in ufficio, aprirti con fiducia a colleghe e colleghi, superando le apparenze, ti permette di alleggerire le tensioni delle scadenze e ridurre il senso di solitudine.
Funziona come un vero e proprio allenamento sociale, in occasioni e contesti per condividere e ricevere punti di vista su ciò che fai, rafforzando il tuo essere.
Fra una mail e l'altra, subito dopo una videochiamata o in caso di difficoltà, puoi partire sempre dal presupposto che dall'altra parte dello schermo o proprio lì accanto c'è almeno una persona pronta a trovare sempre e comunque il tempo per ascoltarti e supportarti.
Conoscersi al di là dei social
Se lavori nel digitale, lasciati guidare da un genuino desiderio di esplorare l'identità del prossimo, dando priorità alla scoperta di chi veramente c'è dietro un profilo social, così che possano naturalmente emergere valori autentici e connessioni. Ma soprattutto non avere fretta e affidati alla bellezza della reciprocità.
Tutto nasce da un primo passo che puoi fare, con chi hai iniziato a seguire e hai già scambiato qualche messaggio o condiviso un pensiero nei commenti dei contenuti. Puoi proporti per fare una videochiamata oppure, per chi le mette a disposizione, prenotare una call gratuita conoscitiva, spiegando nella sezione delle note il motivo del tuo contatto.
Potrebbe non nascere una collaborazione o un rapporto di clientela, ma sai che non è quello l'obiettivo. Le connessioni vere sono quelle che si creano da rapporti amichevoli, senza aspettative né secondi fini.
Si tratta di un tempo a mio parere ben investito, lo stesso che vivresti di persona davanti a un caffè. Potresti perfino scoprire che l'altra persona abita molto più vicino a te di quanto pensi. E se ti piace il networking dal vivo ci sono sul territorio molti eventi dedicati, dove puoi sperimentarti nel dialogare con professioniste e professionisti affini che hanno il tuo stesso interesse di costruire sane connessioni.
Ci sono effetti collaterali?
Assolutamente sì: forti dosi di autostima e l'affidabilità e una rete di persone pronte ad aiutarti e consigliarti al prossimo.
Conoscersi al di là della scrivania
Se frequenti un ufficio e incontri ogni giorno tante persone senza però interagirci davvero, la pausa dagli schermi è un momento di dialogo naturale.
Il primo passo che puoi fare è il dettaglio. Ogni aspetto di noi racconta qualcosa, come il modello di smartphone che utilizziamo, il colore della cover, la montatura degli occhiali, un braccialetto. Sono punti di apertura al dialogo che aprono a uno scambio e che possono regalarti il sorriso per il resto della giornata.
È uno sforzo iniziale, è vero, ma restituisce umanità.
Certo, non significa rompere le scatole a chiunque tu possa incontrare alla macchinetta del caffè (anche perché si percepisce chi ha voglia o meno di parlare), ma dare una mano a te e a chi come te magari vorrebbe solo alleggerirsi, senza pretendere di fare tutto in solitudine.
La condivisione delle emozioni è un dono prezioso che abbiamo e che, una volta sbloccato, fa capire che in fondo mostrarsi per quello che si é davvero non è così male: è identità.
Fiducia e autenticità come alleate del benessere
In questo articolo abbiamo esplorato come partendo da te, da ciò che senti e vuoi davvero, puoi coltivare una fiducia che sa di esperienze, che vive di ciò che hai già consapevolizzato in passato.
Tornare a fidarsi degli altri dopo un periodo di solitudine e di lavoro sulla crescita personale e lavorativa richiede di compiere passi coraggiosi ma che allo stesso tempo sono il risultato del tuo impegno nel conoscerti e proteggerti. È un equilibrio fatto di improvvisazione, voce e sicurezza, dove non sai cosa aspettarti, ma sai che può farti bene per coltivare il tuo posto nel mondo.
Ah, a proposito!
Se hai voglia di fare una chiacchierata mi trovi qui oppure scrivimi pure dalla pagina contatti. Sarà un piacere confrontarci.
Sai che mi trovi anche su YouTube? Ecco un video dove puoi tornare ad aprirti al mondo partendo da un luogo a te caro.
Identità personale
Un esercizio per tornare a vivere il mondo esterno | Identità
Hai la piena libertà di essere chi sei. Anche se non è semplice costruire e mantenere un'integrità personale al di fuori della tua zona tranquilla. In questo video compiamo insieme il primo passo.
Torna a trovarmi quando vuoi.
A presto!
Andre
