Cambiare lavoro per avvicinarsi a casa

Idee, riflessioni e alternative per accompagnarti verso una scelta ponderata

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autore: Andrea Griffo

Lavoro

pubblicato il 5/11/2025

aggiornato il 6/11/2025

Sei in un momento di pausa e fra un messaggio e un caffè pensi a tutto ciò che hai costruito.
Sono così preziosi questi momenti, via dalla frenesia di portare tutte le attività a compimento e nei tempi previsti.

Ma questi attimi sono tutti per te.
Non ci sei per nessuno.

Portando gli occhi alla fronte rivivi scene di quel percorso che ti ha portato fin qui e della stabilità che hai messo a terra con tanto impegno.
Hai un lavoro sicuro e senti di avere adesso la forza per affrontare qualcosa che continua a tornarti in testa: la tua casa.

Cosa rappresenta per te?

In qualche modo stai cercando di interpretarla, di capire quali sensazioni ti restituisce e allo stesso tempo ridurre le distanze da essa.
Può trattarsi del tragitto che ogni giorno compi per andare a lavoro, di valorizzare meglio il tuo tempo e cercare nuovi stimoli, di avvicinarti per essere di supporto agli affetti oppure di tornare al sud Italia, il luogo che ti ha fatto davvero diventare la persona che sei.

In questo articolo esploriamo nel dettaglio motivazioni come queste, che possono scaturire in te un desiderio, in apparenza incoerente, di cambiare lavoro.
Ti fornirò non le risposte, ma le domande giuste per aprirti porte di riflessione, verso azioni concrete che possono far stare bene sia te che le persone a cui tieni.

Ridurre il tragitto casa-lavoro

Quando hai iniziato questa avventura professionale hai tenuto conto di tutto, anche della spesa economica che avresti sostenuto per spostarti verso il nuovo luogo di lavoro.

E se nei primi mesi alzarti presto non risultava un problema, con l’arrivo delle stagioni più fredde la difficoltà ha iniziato a diventare stancante, anche nel tornare a casa la sera. Davvero, ci sono dei giorni in cui vedi poco la luce del sole, se non uno spiraglio in pausa pranzo.

Di guidare sulla strada bagnata, destreggiarti nel traffico e incontrare la nebbia, sia all’andata che al ritorno, non ne puoi più.
E poi… come mai di giovedì sono tutti più nervosi? Boh…
Se a questo ci aggiungi poi un’attività extra lavorativa, quand’è che rientri a casa?

Voler cambiare lavoro per avvicinarti risulta quindi comprensibile.

È capitato anche a me, dove nel cambiare lavoro e pensando che il mio benessere sarebbe migliorato, avevo poi finito per cambiare casa, avvicinandomi all’azienda sì, ma in un luogo molto più isolato dal centro e decisamente meno servito.

Cosa puoi fare allora, adesso che il tragitto inizia a pesarti e cambiare lavoro sembra l’unica via d’uscita?
Puoi muoverti in due modi, che sto per spiegarti.

Condividi il viaggio

Organizzarsi con colleghi e colleghe che compiono il tuo stesso percorso casa-lavoro può risultare una scelta efficiente.
Questo perché ti permette sia di trascorrere il tempo del viaggio in compagnia, sia condividere le spese per il carburante.
Il dialogo è poi una fonte di carica e di allenamento sociale, sia mattutina che al termine della giornata sulla via del rientro.

Certo, non sempre farete gli stessi orari, ma puoi proporti inizialmente anche per un solo giorno a settimana.

Molte aziende hanno già un sistema di car sharing strutturato. Puoi chiedere informazioni per comprenderne il funzionamento e partire con la tua prima condivisione.

Prediligi i mezzi

Non tutte le aziende si trovano in posti comodi, spesso quelle di grandi dimensioni si trovano nelle zone industriali e non proprio dietro casa.
Dai un’occhiata ai mezzi che possono comunque raggiungere quelle zone e verifica se possono risultare comodi per i tuoi orari di permanenza in ufficio.

Se può sembrarti strano, prova a pensare che anche il pullman o il treno sono occasioni di connessione sociale e che, anche se potresti impiegarci più tempo fra andata e ritorno rispetto alla macchina, non sei alla guida e questo ti dà la possibilità di prenderti dei momenti unicamente per te.
Invece di una perdita di tempo, risulta quindi un investimento.

Cercare nuovi stimoli

C’è una dinamica tanto particolare quanto naturale che si verifica in un ambiente lavorativo: la noia.
Già, succede quando nel tempo hai portato a regime le attività. Sai come agire e quando, così come gestire le diverse problematiche che si presentano.

Se da un punto di vista il lavoro è diventato una passeggiata, e per giunta ti pagano per tutto questo, che ben venga.
Ma se questa sensazione piatta continua a ripetersi, arriva a mancare di stimoli e non rappresentarti più.
Può anche portarti a vivere momenti di ansia, perché vorresti fare dell’altro ma la condizione lavorativa che ti restituisce stabilità può farti sentire indietro rispetto a chi nel frattempo sta facendo carriera (la famosa Fear Of Missing Out).

Cambiare lavoro non è mai semplice. E farlo in fretta e in modo impulsivo può risultare controproducente.
Per questo mi trovi a favore di un approccio graduale, basato sul coltivare ciò che hai già a disposizione, a partire dal tuo tempo libero.

Ci sono molte attività che possono trasformare le tue giornate e restituirti energia nuova, tale da poterla reinvestire nel lavoro con nuove percezioni.
Di seguito ti propongo alcune azioni che puoi fare, che trovo personalmente rigeneranti.

Il potere delle parole: la lettura

Hai mai pensato a quanto leggere un libro ti restituisca punti di vista diversi rispetto a quelli che hai sempre percepito?
È un momento di presenza (come se facessi meditazione) in cui stai accompagnando i tuoi pensieri con qualcosa che alimenta creatività, benessere, identità. Non importa il genere di lettura, basta che ti faccia sentire a tuo agio. Se guardi già troppo lo schermo durante il giorno, valuta di utilizzare la carta.
E poi, ah! Non necessariamente deve essere un libro, è perfetta anche una rivista del settore che preferisci, magari acquistandola in edicola come facevi ai vecchi tempi.

Il respiro della mente: la scrittura

Anche in questo caso il piacere di utilizzare carta e penna é impagabile. Scrivere ti dà la possibilità di mettere su un piano visibile i tuoi pensieri, cosi da capirli e dare loro il peso e il significato che realmente desideri.
In questo modo non vagano senza una meta per la testa e appaiono come uno o più fili conduttori che si collegano fra loro.

Anche in coaching la scrittura è usata molto, soprattutto negli esercizi (a casa e durante le sessioni) per dare un nome alle proprie esperienze, così come per definire obiettivi solidi da accompagnare con azioni concrete.

Puoi anche tenere un diario personale, prendendoti un momento alla sera per raccontarti com’è andata la giornata, rilasciando tensioni e stress.

Il tuo personale occhio sul mondo: la fotografia

Se ci pensi, catturare un istante é un atto di presenza che ti stai regalando. Perché non solo hai scelto di fermarti a osservare i dettagli di qualcosa che hai intorno, ma dopo lo scatto puoi trasformare la foto nella forma più strana e perfetta allo stesso tempo che tu possa immaginare.
Cambiando i parametri come contrasti, luminosità, luci e ombre o applicando i filtri colore, puoi ottenere una realtà bellissima e ricordarti che basta davvero poco per cambiare un punto di vista.

Non servono strumenti avanzati e accessori per fare questo. Lo smartphone ha già tutto il necessario.

Il contatto con il prossimo: la socialità

Ti svelo un piccolo segreto, in autonomia riusciamo a fare molto, ma è in compagnia delle persone a cui teniamo davvero che possiamo fare grandi cose.

C’è un gesto così gentile e forte allo stesso tempo che puoi condividere con il prossimo.
Sono gli abbracci: fonte di benessere reciproco, rispetto e supporto.

Coltivare i rapporti sociali ti dà la possibilità di essere parte del mondo e nel modo che reputi più adatto a te. Perché le persone giuste, quelle che ti restituiscono valore, sono quelle rendono tutto più leggero.

Si tratta di un allenamento sociale che può indubbiamente arricchirti, come persona e come professionista.

Non è tutto perduto. E nessun lavoro ti terrà in un luogo in cui non riesci a stare più.

Avvicinarsi agli affetti

Nella vita affrontiamo periodi in cui vogliamo conoscerci bene e stare in solitudine, per esplorare cosa si muove dentro di noi, altri invece in cui sentiamo la necessità della vicinanza delle persone a cui teniamo.

Scegliendo questo lavoro hai messo in atto una serie di valutazioni che hanno portato all’attuale configurazione, che potrebbe non essere così vicina ai tuoi cari, alla famiglia.
È stata sempre comoda, ma con il tempo ti sta dando quasi una sensazione di isolamento, di distanza, che si ingigantiscono sempre di più.

Cosa ti sta succedendo?
Probabilmente con una più forte conoscenza di te, equilibrata e integra, rispetto ai possibili giudizi sulla tua persona e sul tuo lavoro che possono arrivare, adesso puoi tornare ad accogliere chi a modo suo ti ha sempre dimostrato il suo sostegno.
Oppure ci sono una o più persone con cui stai costruendo la tua vita, a cui vuoi tornare a dedicare più tempo e da cui, per motivi lavorativi, ti sei dovuto o dovuta temporaneamente distaccare.

Prova a chiederti: “Cos’è più importante per me in questo momento?”

Ridurre la vita da pendolare

Nella tua scelta di carriera, anche per il bene della tua famiglia di cui ne hai responsabilità, hai intrapreso un’avventura distante da casa, che ti costringe quasi tutte le settimane a rimetterti in auto o in treno per lunghe ore sulla via del rientro.
È stata una decisione per la quale hai avuto molto supporto, ma che ora sta iniziando a pesarti.

Non tutto è perduto.
E nessun lavoro ti terrà in un luogo in cui non riesci a stare più.
Posso assicurarti inoltre che ho conosciuto personalmente professionisti di diverse età fare queste scelte.
E che quindi sì, non è mai troppo tardi.

Il viaggio in treno ad esempio è un’occasione preziosa per guadagnare tempo lavorando dove possibile in smart working, ma anche cercare altre opportunità nella tua zona.
Può aiutarti utilizzare la sezione dedicata di LinkedIn oppure puoi visitare le posizioni aperte presso il sito di HRSpecialist Italia, la società con cui collaboro nelle attività di ricerca e selezione del personale.

Il desiderio di tornare a vivere al sud Italia

Se la maggior parte della tua vita l’hai trascorsa in luoghi di origine così particolari, continuerai a portarli con te, mari e monti compresi.
Non è semplice da spiegare, ma quando sei via provi una sensazione di attaccamento più forte alla terra da cui provieni, che risuona come un ricordo di infanzia.
È un po’ piacevole e un po’ malinconico.
Quasi come una poesia d’altri tempi.

I percorsi, gli studi e i suggerimenti esterni ti hanno portato a dire: “Per quello che ho studiato, non c’è lavoro qui.”
Per alcuni aspetti è vero.
Per altri, almeno da Catanzaro dove ti sto scrivendo, posso dirti che il lavoro c’è e che allo stesso modo c’è anche quel tempo libero che ti permette di reinventarti, in un mondo che non è così frenetico come quello a cui abbiamo fatto l’abitudine.

Le opportunità al sud ci sono.
Sono più rare e forse ci si deve accontentare un po’, ma ci sono.
E sono tali da poter compensare il tuo benessere, fra economia, luoghi e affetti.

Avvicinarti quindi non è una sconfitta.
Non è tornare indietro.

Perché se pensata secondo ciò che vuoi davvero, può restituirti grandi soddisfazioni.
Chiediti allora: “Dove voglio trascorrere la mia vita?”
Senza la pretesa di doverti dare subito una risposta, ma di accoglierla quando arriva con apertura e senza giudicarti.

Se pensandoci spesso, le risposte ti riportano sempre lì, al tuo luogo di origine, prenditi la libertà di parlarmene, scrivendomi dalla pagina contatti.
Posso darti qualche dritta su come accogliere i pensieri e le sensazioni che stai vivendo.

Grazie mille per aver dedicato del tempo alla lettura, ma soprattutto a te. A presto,
Andrea

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Dai pure un'occhiata al video correlato all'articolo.

Identità personale

Cambiare lavoro per avvicinarsi a casa

C'è un momento della vita in cui questa riflessione può arrivare senza preavviso. Vorresti subito darti una risposta, ma in questo video puoi comprendere come prendere un respiro, provare a spiegarti cosa ti sta succedendo e attuare strategie per accogliere il cambiamento.

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